NO AI ACT.

AI Act · Deepfake · Art. 50

Deepfake e trasparenza

Un video falso ben fatto costa poco e viaggia veloce. L'AI Act risponde con una regola semplice da enunciare e impegnativa da applicare: i contenuti generati dall'IA devono essere riconoscibili come tali. Questa pagina spiega chi deve fare cosa — e perché la posta in gioco è la fiducia, non solo i singoli video.

01In breve

L'AI Act non vieta i deepfake: impone la trasparenza. Chi genera contenuti sintetici deve renderli riconoscibili come tali (marcatura leggibile dalle macchine) e chi usa un deepfake deve dichiarare che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente (art. 50). Il problema che la norma affronta non è la tecnologia, ma l'inganno.

02Che cosa chiede l'articolo 50

  • Ai provider: i sistemi che generano audio, immagini, video o testi sintetici devono marcare gli output in un formato leggibile dalle macchine, così che siano rilevabili come generati artificialmente.
  • Ai deployer: chi usa un sistema per creare o manipolare un deepfake deve rendere noto che il contenuto è artificiale. Per contenuti manifestamente artistici, satirici o creativi la norma prevede modalità di divulgazione attenuate — un'area di interpretazione, non una zona franca.
  • Ai chatbot: le persone devono sapere quando stanno interagendo con una macchina — stessa logica, canale diverso (obblighi di trasparenza).

03Perché l'etichetta conta

Un deepfake non etichettato non danneggia solo chi viene imitato: erode la fiducia in tutto ciò che vediamo. Se qualunque video può essere falso, anche i video autentici diventano contestabili — è il cosiddetto "dividendo del bugiardo". La trasparenza obbligatoria protegge l'ecosistema informativo prima ancora delle singole vittime, ed è per questo che la sua violazione nel gioco ha conseguenze sugli indicatori di fiducia dell'intera città.

04Nel gioco: "La città sintetica"

Nel caso La città sintetica ispezione una piattaforma che genera contenuti senza alcuna marcatura: devi decidere se il problema è il modello che genera, l'uso che ne viene fatto, o entrambi — e chi ne risponde. È il modo più rapido per capire la differenza tra provider e deployer davanti all'articolo 50. Gioca il caso e poi confronta la tua decisione con la norma reale.

05Che cosa questa pagina NON copre

Diffamazione, diritto d'autore, tutela dell'immagine e reati previsti dalle leggi nazionali restano fuori dall'AI Act e da questa pagina: un deepfake etichettato può comunque essere illecito per altre ragioni. Se il tema è un caso concreto, serve un professionista, non una pagina didattica.

06Fonti ufficiali e trasparenza